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Art & New Cultural Journeys

Historical Materialism

Nuovi Materialismi nella straordinaria esposizione di Li SongSong al MamBo

Bologna è una città con una forte storia politica di sinistra e un collettivo organizzato in cui le rivoluzioni in tutto il mondo, compreso il periodo maoista in Cina, sono stati celebrati politicamente e culturalmente.

E' particolarmente pertinente quindi che il Mambo di Bologna stia attualmente ospitando “Historical Materialism”, una mostra di opere dell'artista cinese contemporaneo Li Songsong, in cui rivisita memorie collettive del popolo cinese e le reinventa attraverso prismi di emozioni individuali, come apprezzamento post modern del potere dell'immagine e un impegno contemporaneo con la materialità delle opere d'arte.

Questa mostra non vuol essere una rassegna o una rielaborazione revisionista della storia del 20° Secolo della Cina; infatti, i visitatori della mostra che non hanno familiarità con questa storia, potrebbero avvertire il bisogno di maggiori informazioni di base per essere aiutati ad apprezzare la mostra al meglio. Ma questo non è ostacolo per il godimento di questo vario e dinamico insieme di lavori a un’introduzione di una sensibilità artistica orientale che non è comunemente esposta o compresa in Occidente.

Ciò che prima colpisce lo spettatore, entrando nei generosi spazi delle Galleria Mambo (trasformata da panificio pubblico, istituito per nutrire gratuitamente la popolazione di Bologna durante la Prima Guerra Mondiale), è la scala di molte delle opere esposte, create su più tele e installate in varie configurazioni, tra cui sistemazioni scultoree in cui le superfici, compreso legno e metallo, si sovrappongono o si aggettano dalle pareti della galleria. Tali disposizioni, combinate con la plasticità tattile di ricchi strati di oli spessi, sovvertono la memoria delle appiattite superfici bidimensionali delle immagini socio-realiste a cui sono riferite le opere di Li Songsong. Una domanda di fronte allo spettatore di fronte a molte di queste opere a più strati è: dove la superficie si trova in realtà; è questo una rappresentazione, un ricordo, un sentimento o addirittura un sogno - in “Shangri La”, forse? Tre ritratti: Marx, Lenin e Trotsky galleggiano nel disegno e sulla parete, come se ognuno di essi siano stati iniettati nella loro individuale Sindone di Torino. Altri lavori, come “Freddo Banquet”, che ha origine da una fotografia formale di un Congresso del Partito comunista, sembra essere scolpito da pigmento bianco e nero. A causa della nostra familiarità con questo tipo di foto ufficiale, noi percepiamo l'immagine originale mentre ne vediamo solo la materialità della pittura.

L’uso dell'artista di stili diversi, realismo, impressionismo e astrazione nella stessa opera d'arte, provoca nello spettatore il mettere in discussione l'origine di ciò che pensiamo di sapere della vita in Cina nel 20° Secolo e come è stata vissuta dalla gente e dall'artista, in e fin da quel preciso istante.

L’opera finale della mostra che dà anche il suo nome all’intera esposizione, è “Materialismo storico”. Si tratta di nove tele di uguali dimensioni disposte in un quadrato. La scena è la raffigurazione delle conseguenze di un massacro o di una catastrofe di qualche tipo, con le sagome di molti corpi che giacevano a terra incisi a grandi linee nella superficie della vernice contro una tavolozza di colori pastello. Ogni corpo è accompagnato da un numero stampigliato, un espediente che appare altrove nell'opera dell'artista. In primo piano, una figura di fronte ci tiene direttamente verso di noi un cartello su cui è scritto il numero 1; un individuo, smaterializzato in termini di personalità o caratteristiche peculiari, emerge per rivendicare un posto unico nella rappresentazione di un passato collettivo.

La mostra è stata ospitata al Mambo dal 22 maggio fino al 30 agosto 2015, per spostarsi in seguito alla Staatliche Kunsthalle di Baden Baden, partner ufficiale per l'organizzazione di questo evento.

Biografia di Damian Killeen

Fondatore ed ex direttore di Poverty Alliance, é da anni direttamente coinvolto in territorio britannico in public art events. Fondatore con Guglielmo Greco Piccolo di InArt – Art Where You Are, organizzazione impegnata nella progettazione, promozione e comunicazione di eventi multimediali finalizzati allo scambio e allo cooperazione internazionale tra alcuni Paesi Europei e il territorio UK. Per Tablet2.0 è insieme a Guglielmo Greco Piccolo, addetto alle P.R. in territori UK e EU.


Founder and former Director of the Poverty Alliance, is directly involved for many years in Britain in community arts and public art events. Founder with Guglielmo Greco of InArt – Art Where You Are, an organization engaged in the design, promotion and communication of multimedia events aimed at exchange and international cooperation between other European countries and the UK. Involved inTablet 2.0, along with Guglielmo Greco, as P.R. Officer in UK and EU.

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