Historical Materialism
di Damian Killeen – pics ©ourtesy of Tablet2.0 + G.G.P
Viaggio Al Centro Delle Arti Visive Contemporanee al MamBo di Bologna
Se Bologna da sempre è stata riconosciuta come, in qualche modo, la comfort zone italiana di una certa cultura alternativa, convivente con la più antica tradizione artistica, il merito lo si è dovuto anche alla capacità di trasformare spazi, un tempo adibiti a fabbriche di generi alimentari o altri prodotti commerciali, in veri e propri centri multiculturali in cui tutto o quasi è ancora possibile vedere e forse, persino da vivere, possibilmente ogni giorno.
Malgrado una certa propensione per le sperimentazioni e, perché negarlo, un certo periodo di fermo evolutivo, sicuramente dovuto alla totale assenza di movimenti artistici, già precedentemente tracciati dalla Storia dell’Arte, la città non rinuncia ad andare avanti, soprattutto nella creazione o riconversione di nuove strutture, pronte per tutti e aperte a tutti.
Prendete un vecchio forno di dimensioni quasi gargantuesche, da cui il titolare, anima generosa di quel tempo, lavorava e sfornava pane in quantità tali da sfamare gratis la popolazione vittima della crisi post-bellica; riportatelo alla bellezza minimale, asettica e purissima del bianco, in cui volumi, altezze, anfratti, trasparenze e strutture suggerite da ambienti post-modern, aprono un altro secolo di visioni future, fortemente volute da un’amministrazione comunale che intende ancora Bologna, come uno dei non-luoghi più evocativi, versatili e caratterizzanti della Cultura Italiana, in cui passato-presente-futuro possono e devono assolutamente dialogare. Seppure in un momento storico difficile come quello attuale, ogni culto per ogni possibile pratica estetica e intimista di esercitazione alla bellezza, anche solo per puro piacere personale, necessita sempre di un nuovo tempio; e allora MamBo (Museo d’Arte Moderna Bologna), nuova mecca in cui le arti visive e storia, ma anche storie dei diversi periodi creativi, possono ancora continuare a parlarsi e soprattutto a interagire, specialmente con il pubblico.
Gli spazi aperti e ariosi dell’edificio, dalle altezze che fin dal blocco centrale si ergono a tutta luce, immergendo i visitatori in un’atmosfera quasi ascetica che mette in correlazione spazio-opere-audience, in un tutto unico e metafisico, non pongono distanze di alcun genere tra concept espositivi e ogni possibile freno inibitorio che accomuna appassionati o esperti navigati di un certo panorama artistico, non ancora troppo accessibile. Perché come si sa, c’è sempre ancora più di qualcuno che vuole le arti visive contemporanee come discipline di matrice classista e di élite, non proprio realmente troppo democratiche e alla portata di tutti.
Fin dall’ingresso nella hall-reception del MamBo, pubblico e struttura riescono ad entrare confidenzialmente in un’intimità spontanea, senza necessariamente avvertire un ennesimo distacco tra conoscenze e percezioni, non obbligatoriamente analitiche e legate a fattori di competenze e know-how più o meno specifici. Anche perché l’arte, quella vera, non intende porre distanze alcune, anzi.
Prima di procedere nei percorsi espositivi offerti nel corso della nostra visita in Italia, MamBo porta i visitatori - proprio come in un workshop emozionale - a sostare spontaneamente, fermando il tempo per poi guardarsi attorno, fino a stabilire un primo contatto (visivo) con la scultura sospesa multiforme e trasparente, che sembra quasi ipnotizzare ogni visitatore all’interno della scalinata adiacente alla hall, come per purificarlo da qualsiasi precedente esperienza e prepararlo a prender parte di altre; come il Museo Morandi, area dedicata al maestro bolognese che ha contribuito a segnare e riscrivere, alcune delle pagine più importanti della Storia dell’Arte Italiana e Internazionale. La sezione della Collezione Permanente, esplora nei diversi periodi, stili, linguaggi e correnti, le visioni più rappresentative dell’arte contemporanea e avant-garde ad opera di artisti italiani e stranieri. Interessanti dunque, proprio in questa ala del MamBo, la creazione di orientamenti che tra Arte degli Anni Sessanta all’Arte d’Azione e Programmata, dall’Arte Povera all’Arte Informale, ma anche altre espressioni ancora, definiscono l’importanza e l’attualità dei testimonial più significanti degli ultimi movimenti e tendenze creative.
Persino il lounge bar sottostante il MamBo, “Le Bar Dès Heroes”, promette atmosfere cool & radical style in cui lo star bene, anche soltanto per mezz’ora, nel degustare ottimi aperitivi e delicatezze made in Bologna, completa l’esperienza multisensoriale della visita, inclusi i suoni proposti da una playlist piuttosto raffinata e ricercata.
L’evento nell’evento a marchio MamBo è stato aver ospitato le testimonianze politico-creative di uno tra gli artisti cinesi più considerati a livello Internazionale: Lin SonSong, la cui exhibition Historical Materialism, resterà fino alla fine di agosto 2015.
A parlarcene, sarà proprio uno dei nostri inviati, Damian Killeen.
Fondatore ed ex direttore di Poverty Alliance, é da anni direttamente coinvolto in territorio britannico in public art events. Fondatore con Guglielmo Greco Piccolo di InArt – Art Where You Are, organizzazione impegnata nella progettazione, promozione e comunicazione di eventi multimediali finalizzati allo scambio e allo cooperazione internazionale tra alcuni Paesi Europei e il territorio UK. Per Tablet2.0 è insieme a Guglielmo Greco Piccolo, addetto alle P.R. in territori UK e EU.
Founder and former Director of the Poverty Alliance, is directly involved for many years in Britain in community arts and public art events. Founder with Guglielmo Greco of InArt – Art Where You Are, an organization engaged in the design, promotion and communication of multimedia events aimed at exchange and international cooperation between other European countries and the UK. Involved inTablet 2.0, along with Guglielmo Greco, as P.R. Officer in UK and EU.
di Damian Killeen – pics ©ourtesy of Tablet2.0 + G.G.P
by TheArtNews Big Team - Pictures ©ourtesy Michael Johansson & Tablet2.0
di Damian Killeen & Nicky Wilson – pics ©ourtesy Tablet2.0
