E Allora MamBo
di Guglielmo Greco Piccolo & Damian Killeen – Pics ©ourtesy Tablet2.0 & G.G.P.
La doppia anima della galleria di Stefan Andersson e Sara Sandström Nilsson: ed é subito Arte
Proprio come il mondo dell’Arte insegna, da Masolino a Masaccio, Gilbert&George, The Chapman Bros, non ultimi il duo italiano M&P-Monticelli&Pagone, anche l’imprenditoria dell’arte contemporanea di qualità selezionata da un’instancabile ricerca, propone un altro modello del business in duo.
La Svezia, come é ormai di dominio pubblico, é sempre stata riconosciuta laboratorio socio-culturale, particolarmente aperto a sperimentazioni e avanguardie, adottate come nuovi modelli sociali, fino a influenzare e rielaborare altre modalità di fare imprenditoria in campi specifici, cambiando anche l’orientamento di un mercato ben preciso e le preferenze di diversi target-group che hanno contribuito a quel concetto progressista di innovazione che ha caratterizzato l’identità e i comportamenti del territorio svedese.
E’ molto probabile che i diversi periodi storici in cui si sono susseguite moltissime espressioni di artisti che lavoravano in coppia, anche solo temporaneamente, potrebbero, in qualche modo, aver influenzato un’idea di mecenatismo innovativa, finanche ad introdurre, altri modelli di promozione e vendita d’arte, ad alti livelli qualitativi e come forma di investimenti sicuri. Perché l’Arte, come si sa, quando incontra realmente gusti, tendenze e quotazioni che ne facilitano fruizioni e valutazioni, concrete e accessibili ma, soprattutto trasparenti, assegnate a nomi emergenti e storicizzati, può solo accrescere un’economia fin troppo intaccata ed inquinata da abusi e speculazioni non proprio credibili.
In Svezia, però, c’é ancora chi crede in un modo sano e coerente di proporre le arti visive contemporanee, come nuove forme di investimento da considerare, specialmente quando competenze, passioni e innovazione si fondono in binomi di successo; proprio come quello di cui abbiamo deciso di raccontare.
Galleri Andersson/Sandström viene fondata nel 1980, per diventare proprietà a gestione di Stefan Andersson e Sara Sandström Nilsson.
Nella proposta di offrire arte contemporanea a firma di artisti affermati e giovani emergenti, la galleria mostra un particolare orientamento verso sculture da installare in spazi esterni e dietro public commissions.
Lo spazio di Umeå, recuperato da una caldaia nella zona Umedalen di 650 mq completamente ristrutturata, é composto da un grande ambiente completamente aperto ad un soffitto di dieci metri.
Nel 2008, Galleri Andersson/Sandström ha aperto la sua seconda galleria, nel quartiere Vasastan di Stoccolma. Nell'estate del 2012, la galleria si trasferisce in uno spazio di 500 metri quadrati nello stesso quartiere.
Dal 1994, la galleria ha collaborato con la società immobiliare Balticgruppen nell’organizzazione di Umedalen Skulptur, uno dei più importanti parchi di sculture d'Europa.
La galleria ha un programma espositivo unico e diversificato sia nello spazio di Umeå che in quello di Stoccolma ed é già da tempo, impegnata nella partecipazione a diverse fiere d'arte internazionali.
Nelle Gallerie é possibile ammirare opere di artisti consacrati quali Antony Gormley, Tony Cragg, Tracey Emin e Louise Bourgeois, ma anche di nomi emergenti e ormai lanciati come Michael Johannson, Tatsuo Miyajima, Ian McKeever, Wilhelm Mundt e altri ancora.
Il tutto a latere di una ricerca e passione costruita in diversi anni di studio e osservanza di un mercato sempre mobile e alla ricerca del nuovo. Un viaggio che Stefan e Sara, hanno deciso di raccontare, naturalmente in duo, per Tablet2.0.
1) Stefan Andersson e Sara Sandström, Stoccolma e Umeå, sembra proprio che il numero 2 sia un vostro marchio di fabbrica. Coincidenza o strategia imprenditoriale mirata? Pensate sia parte del vostro successo? Cosa vi ha spinto a collaborare insieme, sotto un unico brand?
S.A. & S.S.N. Questo non è mai stato parte di un piano strategico. Abbiamo iniziato a lavorare insieme fin quando Stefan ha assunto Sara come sua assistente. Dopo alcuni anni, Stefan aveva suggerito una collaborazione ed avendo lavorato così bene insieme, Sara accettò. La differenza di età e il fatto che siamo un uomo e una donna potrebbe essere insolito nella partnership di una galleria, ma per Galleri Andersson/Sandström si é dimostrato essere un accordo estremamente fruttuoso. Ci sono molti vantaggi nell’essere due proprietari di una galleria, poiché abbiamo due prospettive ed esperienze diverse a cui attingere. Stefan, ad esempio, ha una formazione tecnica più rivolta al business oriented; Sara è una storica dell'arte ed ha un background molto più rivolto all’estetica.
2) Stoccolma e Umeå sono decisamente due spazi appartenenti allo stesso brand. Quanto sono complementari l’uno all’altro? Sono stati pensati e concepiti per ospitare due diverse categorie di artisti e clientela o i criteri di selezione e esposizione sono esattamente gli stessi?
S.A. & S.S.N. Galleri Andersson/Sandström è stata fondata nel 1980 a Umeå, e da allora ha poi ampliato a Stoccolma. Il programma espositivo è la stessa in entrambe le città, ma non stiamo mostrando gli stessi artisti in entrambi i posti contemporaneamente - anche se è quello che è accaduto troppo spesso. A Stoccolma la galleria é parte della Stoccolma Gallery District, e abbiamo opportunità maggiori di collaborare con altri; a Umeå siamo in uno spazio di genere e di conseguenza si ottengono altri vantaggi. Entrambi i nostri spazi della galleria sono favolosi, ma nella nostra sede di Umeå, l’altezza al soffitto è di 10 metri, così non abbiamo limiti tecnici o pratici su ciò che possiamo mostrare, il che a sua volta significa che alcune delle nostre mostre più spettacolari hanno trovato posto a Umeå. In Umeå abbiamo anche il vantaggio di essere situati nelle vicinanze di Umedalens Skulpturpark, per il quale siamo stati i curatori dal 1994. Come conseguenza di questo, abbiamo sviluppato collegamenti con molti dei principali scultori nel mondo. Nel 2014 Umeå è stata Capitale Europea della Cultura, così naturalmente ci siamo concentrati su questa location. Nel 2015 il nostro obiettivo primario si concentra su Stoccolma, in cui, dopo tutto, è dove abbiamo una base di clienti più estesa, un pubblico più vasto e molto più personale.
3) Quali sono i vostri criteri di selezione? Insomma, quali sono gli artisti, soprattutto emergenti che meritano veramente di essere promossi dalla vostra galleria? Gli artisti esclusi dalle vostre selezioni è perché non sono da considerare “bravi artisti” o perché magari non incontrano esattamente i vostri criteri di mercato? O forse entrambe le cose?
S.A. & S.S.N. L’arte che rappresentiamo deve adattarsi ad un nostro concetto di programma. Non può esserci un artista con un'espressione simile a qualche artista che già rappresentiamo. Ci sono un paio di criteri importanti: deve essere l'arte che ci muove ed è eccezionalmente buona, unica, con una solida artigianalità e tecnicità - e quindi dobbiamo andare d'accordo con la persona. Poiché siamo una galleria privata e il nostro compito è quello di vendere l'arte degli artisti che rappresenta, esistono pure, naturalmente, alcune preoccupazioni commerciali, ma questo non è l'aspetto più importante per noi quando si considera una nuova collaborazione. Il fattore più importante è che l'artista faccia qualcosa che veramente vogliamo rappresentare, e in cui crediamo di poter fare un grande lavoro per l'artista.
4) Arte Moderna, Arte Contemporanea e Arte Internazionale. Sicuramente avete letto queste tags per la promozione di diversi spazi, in diverse città che alla fine non sempre rispondono ai veri significati di queste definizioni. Secondo voi, perché? Cosa vuol dire veramente per Andersson/Sandström Contemporaneo e Internazionale, in un momento in cui, in diversi Paesi europei, alcuni scenari annuali di diversi Festivals, investire il bellissimi classici paesaggi o ritratti, talvolta non esattamente così originali restano sempre i più venduti, anche tra le nuove generazioni di collezionisti?
S.A. & S.S.N. Non è nella nostra esperienza in cui un bel paesaggio classico o i ritratti siano gli investimenti più popolari. Se si guarda al mercato dell'arte globale, il 50% del fatturato dello scorso anno è stato nell'arte contemporanea, che non è dominato da rappresentazioni naturalistiche né ritratti. La fotografia ha influenzato una diminuzione di interesse per le raffigurazioni più immediate, perché tutti fotografano di più. Diventa molto più interessante creare un'espressione per ciò che é non identificabile.
5) Rapporto tra voi e gli artisti: chi ha davvero bisogno dell’uno e dell’altro e quanta collaborazione operativa e reciproco supporto esiste nel vostro dialogo tra chi produce arte e chi vende arte? Quanto importante è la fiducia reciproca tra artisti e galleristi?
S.A. & S.S.N. E 'indispensabile. Viviamo in simbiosi con i nostri artisti e quindi ne condividiamo sia i rischi che la carriera. Ecco perché è così importante che entrambe le parti si fidino l'uno dell'altro, e che si sforzino di svolgere il miglior lavoro possibile.
6) In molte Fiere internazionali, in cui parecchie gallerie presentano una propria selezione di artisti per la successiva approvazione richiesta, si è assistito ad esclusioni quasi ingiustificabili, pur avendo dimostrato di esporre nomi di provata originalità e rispettabile curriculum professionale. Questo chiaramente ha creato non poche frizioni e malcontenti, proprio tra chi davvero ha contribuito ad una reale economia dell’arte e chi invece “decide” chi dovrà beneficiare o meno di una certa penetrazione di nuovi mercati. Sulla base della vostra esperienza chi ha davvero sbagliato, la galleria incapace di promuovere correttamente nuovi promettenti nomi dell’arte o incompetenza di chi dall’altra parte, non ne ha saputo riconoscere l’effettivo valore concettuale e potenzialità commerciali? Insomma, chi è il vero colpevole?
S.A. & S.S.N. E' difficile individuare un colpevole. Nella situazione attuale, più gallerie applicano 4-5 volte oltre la reale quantità dei comparti disponibili. Questo significa che tutto ciò è incredibilmente difficile da accettare, soprattutto se si stanno applicando forms per conto di un artista sconosciuto. La maggior parte delle gallerie partecipanti applicano ancora una volta, il che significa che uno di questi dovranno essere esclusi, nell’ordine di una nuova galleria da prendere. E' la cruna di un ago, ed è più facile per un comitato fare una scelta sicura e scegliere gallerie ed artisti che già si conoscono.
7) Situazioni come quella discussa prima, sono mai capitate anche a Andersson/Sandström Galleri. Se sì, come avete agito conseguentemente?
S.A. & S.S.N. Abbiamo cercato di applicare form per alcune fiere internazionali con nomi di giovani emergenti e non ha avuto successo. In questi casi, non ci resta che applicare di nuovo con una presentazione migliore.
8) Arte e Nepotismo. Sicuramente è un binomio di cui purtroppo il panorama artistico mondiale sembra essere particolarmente affetto. Un fenomeno che coinvolge artisti, gallerie e fondazioni che spingono e promuovono nomi che non sempre hanno guadagnato per puro merito, concettuale ed espressivo, la posizione di vero artista. Secondo la vostra galleria come è possibile combattere questo sgradevole fenomeno che rischia di oscurare reali talenti sparsi un po’ dovunque di cui, però, nessuno ne conosce l’esistenza? Insomma, per Andersson/Sandström Galleri, è proprio vero che oggi gli artisti si creano e non si scoprono?
S.A. & S.S.N. Un artista con vero talento avrà sempre successo, ma è anche vero che questo è un settore estremamente competitivo. Non c'è giustizia definita o logica alcuna. Quando si tratta di fare marketing su un giovane artista sconosciuto, la galleria ha un lavoro importante da svolgere. La galleria ha un network che risulta prezioso quando si tratta di introdurre e costruire un nuovo nome. Si dovrebbe tener presente che se l'arte proposta non è di buona qualità, questo non sarà sufficiente.
9) Parlando di arte fuori dagli schemi, perché avete scelto di promuovere proprio Michael Johansson nella vostra galleria, trattandosi di vere e proprie installazioni? Cosa avete visto in Michael che altri giovani talenti non hanno? Chi compra Michael Johansson oggi? E perché?
S.A. & S.S.N. Michael Johansson ha tutto quello che stiamo cercando in un artista. Sta lavorando con un concetto unico che è multi-sfaccettato e a doppio taglio. Il suo lavoro si relaziona a problemi climatici, ma può anche trovarsi in diversi riferimenti storici d'arte. La sua opera è più universale che locale, ed ha inoltre una caratteristica di umorismo intrinseco.
Anche se il suo lavoro potrebbe essere costituito da nostalgici oggetti di uso quotidiano dal 1950, il suo lavoro è vissuto come senza tempo e contemporaneo al tempo stesso. Come artista, è alla sua massima professionalità, tecnicamente brillante, devota e precisa, come è tipica della persona che è; inoltre é estremamente simpatico ed é davvero un piacere lavorare con lui. Questo può aiutare a spiegare il motivo per cui il suo lavoro è presente in un gran numero di collezioni private e ufficiali, nazionali e internazionali.
Sara Sandström Nilsson, storica dell’arte, co-fondatrice e gallery manager della prestigiosa Galleria d’arte svedese Galleri Andersson/Sandström, ha contribuito per l’intervista in esclusiva per Tablet2.0, per il servizio relativo agli spazi di Stoccolma e Umeå.
Sara Sandström Nilsson, art historian, co-founder and gallery manager of Galleri Andersson/Sandström, the prestigious Swedish art gallery, contributed to the interview for Tablet2.0 regarding the spaces in Stockholm and Umeå.
di Guglielmo Greco Piccolo & Damian Killeen – Pics ©ourtesy Tablet2.0 & G.G.P.
di Damian Killeen – pics ©ourtesy of Tablet2.0 + G.G.P
by TheArtNews Big Team - Pictures ©ourtesy Michael Johansson & Tablet2.0
